Si evince da numerosi studi scientifici che la dieta a basso contenuto di FODMAP migliori i sintomi gastrointestinali nei pazienti che soffrono di IBS. Il meccanismo è abbastanza semplice: i FODMAP nell’intestino sono fermentati dalla flora microbica, creando gas e quindi un’espansione intestinale, questa di conseguenza accende il dolore. Questa continua irritazione, modifica anche il microbioma intestinale, ma non è ancora certo se ne sia la causa o la conseguenza. Ricerche emergenti suggeriscono che la capacità di fermentazione del microbioma di una persona potrebbe essere un fattore che spiega, o potrebbe persino prevedere, quanto bene risponderanno a una dieta a basso contenuto di FODMAP. Per ottenere una riduzione dei sintomi, la dieta FODMAP deve essere studiata insieme al dietista. È costituita da una fase iniziale di restrizione, durante la quale gli alimenti a basso contenuto di FODMAP sostituiscono quelli a moderato o alto contenuto, seguita da un processo di reintroduzione per valutare la tolleranza per ciascuno dei i gruppi FODMAP. Le fonti alimentari di FODMAP vengono gradualmente elevate e diversificate in base alla tolleranza individuale, fino a trovare un giusto equilibrio.